LA TERRA FA BENE…

FACCIAMO BENE

ALLA TERRA

Diversi  promotori  impegnati in un articolato programma di cooperazione internazionale, chiedevano di sviluppare una comunicazione unitaria capace di spiegare in modo semplice un tema molto complesso, rispecchiando le varie visioni e le relative competenze.

Come fare?

Primo passo: condividere


Ci è stato subito chiaro che, con un ventaglio di partner di progetto così variegato (un consorzio di Ong di cooperazione, un centro internazionale di ricerca, associazioni di commercio equo e solidale, di turismo responsabile, di valorizzazione dei prodotti  del territorio ed un museo etnografico),  fosse necessario avviare un percorso di condivisione.
Unire i vari punti di vista,  definire in modo partecipato i concetti chiave da comunicare è stata la prima ed impegnativa fase di partenza che ci ha visti attivi come facilitatori di un processo di dialogo/co-creazione.

Il metodo ed i suoi strumenti hanno aiutato i partner a scrivere un Manifesto dell’Agrobiodiversità  che illustrava come il patrimonio di conoscenze da salvaguardare potesse diventare volano di sviluppo ed innovazione. 

Obiettivo: viaggiare

 

Una mostra itinerante per veicolare il tema dell’Agrobiodiversità come motore di sviluppo locale.
Questa è stata la scelta condivisa con entusiasmo e determinazione da tutti poiché è nel viaggio che si scopre, si apprende, si vede ciò che prima ci era sconosciuto ed anche il cibo diventa esperienza del nuovo. 

Culture, tradizioni, curiosità, economia, società,  storia, rapporti internazionali, una comunicazione a tutto tondo per meglio comprendere il nostro presente e migliorare il futuro comune.  

Un testimonial particolare

 

Per la mostra cercavamo un testimonial d'eccezione, un cantastorie che potesse incuriosire ed attirare un vasto e diversificato pubblico.  Nasce così l'idea di creare un "Albero parlante" capace di comunicare con un linguaggio accattivante e di facile comprensione le meraviglie dell’agrobiodiversità, delle bellezze naturali e degli incontri con i nativi.

Due tra i più popolari viaggiatori italiani, Fabrizio Roversi e Siusy Blady, hanno accettato di prestare i loro volti e la loro voce a questo albero itinerante che ha portato i suoi racconti nelle fiere, nei musei e nelle sedi istituzionali, in giro per l’Italia.

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